La Georgia è diventata negli ultimi anni una delle destinazioni più discusse nelle community di imprenditori digitali. Le ragioni sono reali, ma vanno separate dalla mitologia che le circonda.
Il sistema societario
La Georgia ha adottato un modello di imposizione societaria ispirato a quello estone: gli utili societari sono tassati al momento della distribuzione, non alla maturazione. Gli utili reinvestiti non subiscono imposizione societaria.
Il regime per le piccole attività
Esiste inoltre un regime opzionale rivolto alle persone fisiche con partita IVA locale che svolgono determinate attività, con un’imposta calcolata sul fatturato anziché sull’utile e con un’aliquota molto contenuta, applicabile entro una soglia annua di ricavi.
Le condizioni di accesso, le categorie escluse e la soglia sono definite dalla normativa locale e sono state modificate più volte: vanno verificate alla data in cui si valuta l’operazione.
Il quadro non fiscale
La Georgia offre procedure di costituzione societaria rapide, un sistema bancario accessibile ai non residenti e, per i cittadini di molti Paesi tra cui l’Italia, la possibilità di soggiorni prolungati senza visto.
Va però considerato il contesto: economia di dimensioni contenute, valuta locale soggetta a oscillazioni, e una collocazione geopolitica in un’area soggetta a tensioni. Sono elementi che pesano su una decisione di lungo periodo.
Il nodo per il residente italiano
È lo stesso di sempre, e va detto senza attenuazioni.
Un imprenditore che vive in Italia, lavora dall’Italia, ha clienti italiani e costituisce una società georgiana per fatturare quella stessa attività si espone contemporaneamente a tre contestazioni:
- Esterovestizione, se la società è di fatto amministrata dall’Italia
- Stabile organizzazione in Italia, se l’attività vi si svolge stabilmente
- Disciplina CFC, se ricorrono i presupposti di controllo e bassa tassazione
Inoltre la Georgia rientra, per l’ordinamento italiano, tra le giurisdizioni per le quali gli obblighi di monitoraggio e le relative sanzioni sono trattati con maggiore severità in caso di omissione.
Quando invece funziona
Quando il trasferimento è reale: la persona sposta effettivamente la propria residenza, vive in Georgia, vi svolge l’attività, e completa correttamente gli adempimenti di uscita dall’Italia (iscrizione AIRE, cessazione della residenza fiscale, eventuale exit tax).
In quel caso non si tratta di una struttura artificiosa: è un trasferimento, con tutte le sue conseguenze — incluse quelle che riguardano la vita, non solo le imposte.
Questa pagina descrive come funziona lo strumento, non se convenga a chi legge: quella valutazione dipende da una posizione che il testo non conosce. Per un esame del caso specifico esiste una pagina dedicata.