Società all'estero

Aprire una società fuori dall'Italia: come funziona, e cosa chiede l'Agenzia delle Entrate.

Questa sezione raccoglie schede sulle giurisdizioni societarie più discusse tra chi opera dall’Italia: Estonia, Georgia, Emirati, Bulgaria, Delaware, Regno Unito e altre.

Il criterio con cui sono scritte

Ogni scheda risponde a due domande, in quest’ordine:

  1. Come funziona quel sistema societario? Aliquote, momento impositivo, adempimenti, costi di gestione.
  2. Cosa succede se il socio o l’amministratore è residente fiscale in Italia? Perché è qui che quasi sempre si concentra il problema.

Il secondo punto è quello che manca nella maggior parte del materiale che si trova in rete, ed è quello che determina se un’operazione funziona o si trasforma in un accertamento.

Il principio da cui partire

Aprire una società in una giurisdizione a bassa fiscalità è legale. Non è legale usarla per attribuire a un altro Stato redditi che, secondo le regole vigenti, sono prodotti in Italia da un soggetto residente in Italia.

La differenza tra le due situazioni non sta nel Paese scelto: sta nella sostanza economica dell’operazione — dove si trovano le persone che decidono, dove si svolge l’attività, dove sono i clienti, chi sopporta i rischi.

I quattro istituti da conoscere prima

Chiunque valuti una struttura societaria estera dovrebbe conoscere almeno questi quattro meccanismi, perché sono quelli che l’amministrazione finanziaria applica:

  • Esterovestizione — quando una società formalmente estera viene considerata fiscalmente residente in Italia
  • Stabile organizzazione — quando un’attività estera viene considerata svolta in Italia attraverso una presenza qualificata
  • CFC (Controlled Foreign Companies) — quando gli utili di una controllata estera a bassa tassazione vengono imputati per trasparenza al socio italiano
  • Monitoraggio fiscale — l’obbligo di dichiarare le partecipazioni estere nel Quadro RW

Trovi una scheda dedicata a ciascuno nell’area Fiscalità.

Nessuna di queste schede è consulenza. Le normative citate cambiano con frequenza e la loro applicazione dipende dai dettagli del caso concreto. Prima di costituire una struttura estera serve il parere di un professionista che conosca la tua situazione per intero.