Trasferire la propria residenza fiscale dall’Italia non è un atto burocratico: è un processo giuridico complesso che richiede attenzione formale e sostanziale. Questa guida ricostruisce in nove capitoli tutti i passaggi necessari, dai fondamenti normativi fino ai casi pratici più frequenti.

Capitolo 1: i fondamenti

L’articolo 2 del TUIR definisce la residenza fiscale italiana sulla base di tre criteri alternativi:

  1. Iscrizione anagrafica all’anagrafe della popolazione residente
  2. Domicilio nel territorio dello Stato
  3. Residenza (intesa come dimora abituale) nel territorio dello Stato

Per l’amministrazione italiana basta uno solo dei tre per essere considerati residenti. Questo è il punto chiave: cancellarsi all’anagrafe è necessario, ma non sufficiente.

Capitolo 2: AIRE

L’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero è il primo passo formale. Va fatta entro 90 giorni dal trasferimento.

Capitoli 3–9

I capitoli successivi affrontano:

  • La prova del trasferimento effettivo
  • Gli Stati black-list e il rovesciamento dell’onere della prova
  • Il concetto di “centro vitale degli interessi”
  • Le convenzioni contro la doppia imposizione e le tie-breaker rules
  • Casi pratici e giurisprudenza della Corte di Cassazione

Questa è una sintesi della guida. La versione completa è disponibile per gli iscritti alla newsletter.

— Nota

Questa pagina descrive come funziona lo strumento, non se convenga a chi legge: quella valutazione dipende da una posizione che il testo non conosce. Per un esame del caso specifico esiste una pagina dedicata.

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