IVAFE e IVIE sono le due imposte patrimoniali che l’Italia applica sulle attività detenute all’estero dai propri residenti fiscali. Sono l’equivalente estero, rispettivamente, dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari e dell’IMU sugli immobili.
IVAFE
L’Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero si applica su conti, dossier titoli e prodotti finanziari esteri.
- Prodotti finanziari: 2 per mille del valore di mercato
- Conti correnti e libretti: importo fisso annuo per rapporto, dovuto solo se la giacenza media supera i 5.000 €
IVIE
L’Imposta sul Valore degli Immobili situati all’Estero si applica sugli immobili posseduti fuori dall’Italia.
- Aliquota dell'1,06 per mille
- Base imponibile: costo di acquisto risultante dall’atto o, per gli immobili in area UE/SEE, il valore catastale utilizzato nel Paese di ubicazione
- È previsto un credito per le imposte patrimoniali di natura analoga già assolte nello Stato estero
Il collegamento con il Quadro RW
Entrambe si liquidano attraverso il Quadro RW della dichiarazione dei redditi, lo stesso quadro che assolve alla funzione di monitoraggio fiscale.
Questo genera un equivoco frequente: il Quadro RW ha due funzioni distinte — monitoraggio (obbligo dichiarativo) e liquidazione delle patrimoniali (obbligo impositivo). Un’attività può essere soggetta al primo obbligo senza essere soggetta al secondo.
Vedi anche Quadro RW.