Il Common Reporting Standard è uno standard internazionale promosso dall’OCSE nel 2014 per lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali. È operativo dal settembre 2017.
Cosa scambiano i Paesi
Le banche, i broker e gli altri intermediari finanziari nei Paesi aderenti devono identificare i clienti non residenti e comunicare alle proprie autorità fiscali nazionali i dati relativi a:
- Saldi dei conti
- Movimenti annuali
- Interessi, dividendi, plusvalenze accreditate
- Identità del titolare effettivo (beneficial owner)
Le autorità fiscali nazionali condividono poi automaticamente questi dati con i Paesi di residenza fiscale dei soggetti.
Implicazioni pratiche
Il CRS ha eliminato di fatto il concetto storico di “segreto bancario” come strumento di occultamento fiscale verso le autorità del Paese di residenza del contribuente. La tutela della privacy bancaria resta, ma non opera più come scudo verso il fisco.
Paesi non aderenti
Alcuni Paesi (in particolare gli Stati Uniti, che applicano il proprio sistema FATCA) non aderiscono al CRS. Questa asimmetria è una delle ragioni per cui certi soggetti scelgono giurisdizioni USA per detenere conti.