La disciplina CFC consente all’ordinamento italiano di tassare in capo al socio residente gli utili prodotti da una società estera controllata, quando questa è soggetta a un’imposizione effettiva sensibilmente inferiore a quella italiana.
Il meccanismo
Gli utili della controllata vengono imputati per trasparenza al socio italiano in proporzione alla partecipazione e tassati in Italia anche in assenza di distribuzione. È riconosciuto un credito per le imposte assolte all’estero.
I presupposti
Occorre la contemporanea presenza di:
- Controllo da parte del soggetto residente
- Bassa tassazione effettiva della controllata rispetto al parametro di raffronto italiano
Rileva inoltre la natura dei proventi, con particolare attenzione ai redditi di tipo passivo e alle prestazioni infragruppo a basso valore aggiunto.
L’esimente
L’imputazione può essere evitata dimostrando che la controllata svolge un’attività economica effettiva, con personale, attrezzature, attivi e locali adeguati.
Nota
La disciplina è stata modificata più volte, anche in attuazione delle direttive europee contro l’elusione. I parametri vigenti vanno verificati alla data dell’operazione.
Approfondimento: Disciplina CFC: gli utili esteri tassati in Italia.