L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero è il registro dei cittadini italiani che risiedono stabilmente fuori dal territorio nazionale per un periodo superiore a dodici mesi.
L’obbligo
L’iscrizione è obbligatoria e va richiesta al consolato competente entro 90 giorni dal trasferimento. Comporta la contestuale cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente del comune italiano di provenienza.
Cosa comporta
- Perdita dell’assistenza sanitaria ordinaria a carico del SSN nel comune di origine
- Esercizio del voto per corrispondenza dall’estero
- Rilascio e rinnovo dei documenti tramite il consolato
- Modifica del trattamento fiscale di alcune agevolazioni legate all’abitazione principale
L’equivoco più diffuso
L’iscrizione all’AIRE non determina, da sola, la residenza fiscale estera.
L’articolo 2 del TUIR prevede tre criteri alternativi per la residenza fiscale italiana: iscrizione anagrafica, domicilio e residenza. Cancellarsi dall’anagrafe neutralizza il primo criterio, ma lascia intatti gli altri due.
Chi si iscrive all’AIRE ma mantiene in Italia il centro dei propri interessi economici e familiari può essere legittimamente considerato residente fiscale in Italia. La giurisprudenza in materia è consolidata e l’amministrazione finanziaria vi presta particolare attenzione, soprattutto quando il trasferimento è verso Paesi a fiscalità privilegiata.
Vedi anche Residenza fiscale.