Il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (MiCA) ha introdotto per la prima volta una disciplina organica del settore in tutta l’Unione. L’impatto più immediato riguarda le stablecoin.

Cos’è una stablecoin

Una cripto-attività progettata per mantenere un valore stabile rispetto a un riferimento esterno, tipicamente una valuta come il dollaro o l’euro. Serve principalmente come strumento di regolamento all’interno dell’ecosistema cripto, dove permette di uscire dalla volatilità senza convertire in valuta bancaria.

Le due categorie di MiCA

Il regolamento distingue:

  • EMT (E-Money Token): ancorati a una singola valuta ufficiale. È la categoria delle principali stablecoin in circolazione.
  • ART (Asset-Referenced Token): ancorati a un paniere di valute, merci o altre attività.

Per gli EMT gli obblighi sono più stringenti: gli emittenti devono essere autorizzati come istituti di moneta elettronica o enti creditizi, e le riserve devono essere integralmente coperte e custodite separatamente.

Cosa è cambiato in pratica

L’effetto più visibile è stato il delisting da parte di diversi exchange europei delle stablecoin i cui emittenti non risultavano conformi. Gli operatori che vogliono servire clienti europei devono offrire solo token conformi.

Per l’utente finale questo significa una scelta più ristretta ma, in linea di principio, con maggiori garanzie sulla copertura delle riserve.

I rischi che restano

MiCA riduce alcuni rischi ma non li elimina:

Rischio di controparte

Una stablecoin resta una promessa di rimborso di un emittente privato. La qualità di quella promessa dipende dalla solidità dell’emittente e dalla reale liquidabilità delle riserve.

Rischio di depeg

Anche stablecoin pienamente collateralizzate hanno storicamente perso l’ancoraggio in situazioni di stress, tipicamente quando le riserve erano depositate presso istituti in difficoltà.

Rischio operativo

Blocco di indirizzi, congelamenti su richiesta dell’autorità, malfunzionamenti dei contratti. Sono eventi rari ma documentati.

La fiscalità italiana

Le stablecoin rientrano nella disciplina italiana delle cripto-attività: vanno indicate nel Quadro RW se detenute su exchange esteri o wallet privati, e le eventuali plusvalenze seguono il regime dei redditi diversi.

Un’avvertenza pratica: la permuta tra cripto-attività con caratteristiche diverse può costituire evento fiscalmente rilevante. La materia è tecnica e si presta a errori: conviene verificarla caso per caso.


Vedi anche l’articolo su cripto e fiscalità italiana.

— Nota

Questa pagina descrive come funziona lo strumento, non se convenga a chi legge: quella valutazione dipende da una posizione che il testo non conosce. Per un esame del caso specifico esiste una pagina dedicata.

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