La fiscalità italiana sulle criptovalute è stata ridisegnata dalla legge di bilancio 2023 e successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Il quadro attuale

Le plusvalenze su cripto-attività sono tassate al 26% come “redditi diversi di natura finanziaria”, a condizione che superino la soglia annua di 2.000 € (sotto questa soglia non sono imponibili).

Cosa va dichiarato

Le cripto-attività vanno dichiarate nel Quadro RW della dichiarazione dei redditi a titolo di monitoraggio fiscale, anche quando detenute su exchange italiani.

L’IVAFE (imposta sulle attività finanziarie estere) si applica al 2 per mille sul valore al 31 dicembre delle cripto-attività detenute presso exchange esteri.

Casi particolari

Staking e farming

I rewards da staking sono considerati redditi diversi e tassati come tali al momento del realizzo (vendita o conversione in fiat).

Airdrop

Gli airdrop ricevuti gratuitamente non sono tassati al momento della ricezione, ma generano una base imponibile pari a zero al momento dell’eventuale vendita.

Hard fork

Le coin ricevute da hard fork seguono lo stesso trattamento degli airdrop.

La sanatoria

La legge di bilancio 2023 ha previsto anche una sanatoria opzionale per regolarizzare cripto-attività non dichiarate negli anni precedenti, con imposta sostitutiva ridotta. La finestra è ormai chiusa, ma è stata uno spartiacque importante per il mercato italiano.

— Nota

Questa pagina descrive come funziona lo strumento, non se convenga a chi legge: quella valutazione dipende da una posizione che il testo non conosce. Per un esame del caso specifico esiste una pagina dedicata.

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