Il Quadro RW è probabilmente l’adempimento più frainteso della dichiarazione dei redditi italiana. Non è un’imposta, eppure genera più sanzioni di molte imposte vere.

Il principio

Chi è residente fiscale in Italia deve dichiarare le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero. Il punto chiave è che l’obbligo scatta sulla detenzione, non sul reddito: un conto estero fermo, che non produce un centesimo di interessi, va comunque dichiarato.

Cosa va indicato

  • Conti correnti e depositi esteri
  • Conti titoli e dossier presso intermediari esteri
  • Partecipazioni in società estere
  • Immobili all’estero
  • Polizze assicurative estere a contenuto finanziario
  • Cripto-attività su exchange esteri o wallet privati
  • Metalli preziosi, opere d’arte e beni di valore custoditi all’estero

Gli esoneri (quelli veri)

Qui si concentrano gli equivoci più frequenti. Gli esoneri effettivi sono due:

  1. Conti correnti e depositi con valore massimo complessivo inferiore a 15.000 € nell’anno e giacenza media sotto i 5.000 €
  2. Soggetti che hanno optato per regimi che ne prevedono l’esclusione, come l’art. 24-bis TUIR

Attenzione a una convinzione diffusa e sbagliata: non esiste alcun esonero perché il conto è in un Paese UE. Un conto in Germania va dichiarato esattamente come uno alle Cayman.

Le due imposte collegate

Sul valore delle attività dichiarate si applicano:

ImpostaSu cosaAliquota
IVAFEProdotti finanziari esteri2 ‰
IVIEImmobili esteri1,06 ‰

Per i conti correnti l’IVAFE è in misura fissa (34,20 € per conto), dovuta solo se la giacenza media supera 5.000 €.

Le sanzioni

Sono il vero motivo per cui vale la pena fare attenzione:

  • Dal 3% al 15% del valore non dichiarato, per attività in Paesi collaborativi
  • Dal 6% al 30% per Paesi a fiscalità privilegiata non collaborativi

E c’è un aggravante: per i Paesi black-list opera una presunzione legale secondo cui le somme non dichiarate sono considerate redditi sottratti a tassazione, con inversione dell’onere della prova a carico del contribuente.

Il CRS ha cambiato tutto

Con lo scambio automatico di informazioni, l’Agenzia delle Entrate riceve ogni anno i dati dei conti detenuti dai residenti italiani presso le banche di oltre 110 Paesi. Le “lettere di compliance” che molti contribuenti hanno ricevuto negli ultimi anni nascono esattamente da questo incrocio.


Per la definizione tecnica dei singoli termini, vedi le voci Quadro RW e CRS del glossario.

— Nota

Questa pagina descrive come funziona lo strumento, non se convenga a chi legge: quella valutazione dipende da una posizione che il testo non conosce. Per un esame del caso specifico esiste una pagina dedicata.

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