Il regime degli impatriati, disciplinato dall’articolo 24-bis del TUIR, è uno dei più interessanti strumenti fiscali oggi disponibili in Italia per chi rientra nel paese dopo un periodo all’estero.

Cos’è il regime impatriati

Si tratta di un’imposta sostitutiva che permette ai soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia di tassare i redditi prodotti all’estero a un’aliquota agevolata. La misura è stata introdotta per attrarre capitali e talenti dall’estero ed è stata aggiornata più volte negli ultimi anni.

Il punto chiave non è solo l’aliquota ridotta, ma il fatto che si tratta di un’imposta sostitutiva forfettaria, indipendente dall’ammontare del reddito estero.

Requisiti

Per accedere al regime servono tre condizioni cumulative:

  1. Non essere stato residente fiscale in Italia per i 9 periodi d’imposta precedenti il trasferimento
  2. Trasferire effettivamente la residenza in Italia ai sensi dell’art. 2 TUIR
  3. Esercitare l’opzione in dichiarazione dei redditi nell’anno del trasferimento

I numeri

Il regime prevede:

VoceImporto
Imposta sostitutiva annuale200.000 €
Per ogni familiare aggiunto25.000 € in più
Durata massima15 anni
Tassazione redditi italianiAliquota ordinaria IRPEF

Quando conviene

Il regime conviene strutturalmente quando il reddito estero supera i 500.000 € all’anno, soglia oltre la quale l’aliquota effettiva dell’imposta sostitutiva scende sotto il 40% (l’aliquota marginale italiana).

Per redditi inferiori, conviene valutare alternative come il regime impatriati ordinario (riduzione del 50% della base imponibile per 5 anni) o, in casi specifici, il trasferimento della residenza in giurisdizioni con tassazione strutturalmente più bassa.

Conclusione

Il regime 24-bis è uno strumento potente ma non universale. Funziona molto bene per chi ha grandi redditi esteri ricorrenti (dividendi da partecipazioni, royalty, capital gain) e vuole stabilizzare la propria residenza in Italia, ma è poco efficiente per chi ha redditi prevalentemente italiani o redditi esteri modesti.

Come sempre, la valutazione va fatta caso per caso, considerando l’intera fotografia patrimoniale del soggetto.


Questo articolo è un’introduzione al tema. Per gli aspetti operativi (modalità di esercizio dell’opzione, gestione del quadro RW, casi di revoca), si rimanda agli approfondimenti dedicati.

— Nota

Questa pagina descrive come funziona lo strumento, non se convenga a chi legge: quella valutazione dipende da una posizione che il testo non conosce. Per un esame del caso specifico esiste una pagina dedicata.

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